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BENI CONSENTITI AD IVA 10%

BENI CONSENTITI AD IVA 10%

L’Agenzia delle Entrate con la circolare 15/E del 18 luglio 2018 , è intervenuta in merito ai beni significativi che consentono di ottenere l’iva agevolata al 10%, entrando nel dettaglio e sciogliendo alcuni dubbi.

La normativa di riferimento è la legge 488/1999, in particolare l’articolo 7, nel quale si specificano quali sono i “beni significativi“. Nella circolare l’agenzia scrive che i beni ai quali viene riconosciuta l’Iva agevolata al 10% sono quelli che risultano autonomamente funzionali rispetto al manufatto principale e relativamente agli oneri che concorrono alla produzione dei beni stessi.
Nel decreto ministeriale del dicembre 1999 vengono individuati i beni significativi :
• ascensori e montacarichi;
• infissi esterni ed interni;
• caldaie;
• videocitofoni;
• apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria;
• sanitari e rubinetterie da bagno.

Sono beni il cui valore assume rilevanza rispetto a quello delle forniture effettuate nell’ambito degli interventi agevolati di recupero del patrimonio edilizio. Possono rientrare all’interno dell’elenco anche i beni che hanno la stessa funzionalità di quelli evidenziati dal decreto, ma che per alcune caratteristiche hanno una denominazione differente. La stufa a pellet può essere ad esempio utilizzata per scaldare l’acqua e produrre acqua sanitaria: può essere quindi assimilata alla caldaia. Al contrario, la stufa a pelle utilizzata solo per il riscaldamento non può essere considerata simile alla caldaia.

Nel caso in cui all’interno di una manutenzione ordinaria o straordinaria vengano impiegati beni costituenti una parte significativa del valore della prestazione, il bene significativo fornito rimane soggetto all’aliquota del 10 per cento se il suo valore non supera la metà di quello dell’intera prestazione. Al contrario, se il valore del bene significativo supera tale limite, l’aliquota del 10 per cento si applica solo fino a concorrenza della differenza tra il valore complessivo e quello dei beni significativi. Sul valore rimanente del bene significativo viene applicata l’aliquota ordinaria.

L’Agenzia delle Entrate ha quindi chiarito la collocazione di altri beni simili, ma non uguali ai beni già identificati dal decreto ministeriale. Le tapparelle ad esempio e sistemi analoghi come scuri o veneziane, si ritiene che siano autonome rispetto agli infissi. Il loro valore non viene attratto nel valore degli infissi e quindi vengono considerati tra i beni con applicazione di IVA agevolata al 10 per cento. Se invece le tapparelle sono strutturalmente integrate negli infissi, ai fini dell’applicazione dell’aliquota IVA del 10 per cento, il valore degli infissi è comprensivo del valore delle tapparelle.

Considerazioni simili ha fatto l’Agenzia in merito all’installazione di zanzariere mentre le grate di sicurezza non sono riconducibili per funzione a nessuna delle categorie di beni significativi elencate nel decreto. Quindi ai fini dell’applicazione dell’aliquota del 10 per cento all’intervento di manutenzione per installazione di infissi e grate di sicurezza, il valore delle grate non deve confluire nel valore degli infissi, ma nel valore complessivo della prestazione soggetta all’aliquota del 10 per cento.

Sulla determinazione del valore specifico dei beni significativi, la circolare precisa che da questo deve essere escluso il mark-up, vale a dire il margine aggiunto dal prestatore al costo di produzione o al costo di acquisizione del bene: ciò che conta è solo il costo “originario”.

Per quanto riguarda le indicazioni sulla fatturazione, si legge che il prestatore è tenuto a indicare puntualmente, oltre al corrispettivo complessivo dell’operazione, comprensivo del valore dei beni significativi forniti nell’ambito dell’intervento, anche il valore degli stessi beni, evidenziando separatamente l’ammontare dell’imposta con applicazione dell’aliquota del 10% e quello risultante dall’applicazione dell’aliquota ordinaria.

La clausola di salvaguardia
La circolare, infine, chiarisce che, trattandosi di norma di interpretazione autentica, la stessa ha efficacia retroattiva. Tuttavia, i comportamenti difformi tenuti dai contribuenti fino al 31 dicembre 2017 non potranno essere oggetto di contestazione, mentre quelle già operate andranno abbandonate, sempre che il rapporto non sia esaurito; in ogni caso, non è rimborsabile l’eventuale maggiore imposta applicata sulle operazioni effettuate entro quella data.

Informazioni
Area Contabilità Fiscale
T. 0423 5277