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BUSTE DI PLASTICA: CHIARIMENTI

BUSTE DI PLASTICA: CHIARIMENTI

A partire dal 1° Gennaio 2018 è entrata in vigore la normativa sui sacchetti biodegradabili.
Si prevede quanto segue.

BUSTE DI PLASTICA COMMERCIALIZZABILI:
Le buste plastica commercializzabili sono quelle definite all’art. 218, comma 1, del D.Lgs. n. 152/2006, ovvero:

1. borse di plastica riutilizzabili con maniglia esterna alla dimensione utile del sacco:
con spessore della singola parete superiore a 200 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 30 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano generi alimentari;
con spessore della singola parete superiore a 100 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 10 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano esclusivamente merci e prodotti diversi dai generi alimentari;

2. borse di plastica riutilizzabili con maniglia interna alla dimensione utile del sacco:
con spessore della singola parete superiore a 100 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 30 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano generi alimentari;
con spessore della singola parete superiore a 60 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 10 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano esclusivamente merci e prodotti diversi dai generi alimentari;

3. borse di plastica biodegradabili e compostabili certificate da organismi accreditati e rispondenti ai requisiti di biodegradabilità e di compostabilità;

4. borse ultraleggere biodegradabili e compostabili di spessore inferiore a 15 micron, realizzate con almeno il 40% di materia prima rinnovabile, ai fini di igiene fornite come imballaggio primario per alimenti sfusi, come frutta, verdura ed altri alimenti che non siano già stati preincartati dal produttore.

Queste ultime sono soggette ad una progressiva riduzione secondo le seguenti modalità:
dal 1º gennaio 2018, possono essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 40 per cento;
a) dal 1º gennaio 2020, possono essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 50 per cento;
b) dal 1º gennaio 2021, possono essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 60 per cento.

OBBLIGO DI FAR PAGARE LE BORSE DI PLASTICA:
Si dispone che tutte le borse di plastica biodegradabili e compostabili, nonché le borse di plastica riutilizzabili di cui ai punti 1, 2 3 del paragrafo precedente, “non possano essere distribuite a titolo gratuito e, a tal fine, il prezzo di vendita per singola unità debba risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti trasportati per il loro tramite”.
Allo stesso modo si dispone che le borse ultraleggere di cui al punto 4 del paragrafo precedente, “non possano essere distribuite a titolo gratuito e, a tal fine, il prezzo di vendita per singola unità debba risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti imballati per il loro tramite”.

Il tutto al fine di avviare la progressiva riduzione della commercializzazione delle borse ultraleggere.

SANZIONI:
È opportuno che chi commercializza le borse si accerti della conformità delle stesse alle norme di legge già al momento dell’acquisto da parte del fornitore. In caso di violazioni le sanzioni potrebbero essere di importo rilevante.

Chi commercializza borse di plastica per il trasporto che non corrispondano alle caratteristiche previste dalla norma è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 euro a 25.000 euro. Analoga sanzione colpisce chi commercializza i sacchetti "ultraleggeri" non rispondenti alle caratteristiche del nuovo decreto.

La sanzione è aumentata fino al quadruplo del massimo (100.000 euro) se la violazione del divieto riguarda quantità ingenti di sacchi per l'asporto o un valore della merce superiore al 10% del fatturato del trasgressore, nonché nel caso di utilizzo sulle borse di diciture o altri mezzi elusivi degli obblighi previsti dalla normativa.

Per informazioni:
Marta De Nardo, t. 0423 527906, m.denardo@am.confart.tV

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