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INFORTUNIO DEL LAVORATORE: RESPONSABILITÀ

INFORTUNIO DEL LAVORATORE: RESPONSABILITÀ

INFORTUNIO DEL LAVORATORE E RESPONSABILITA’ DEL DATORE DI LAVORO PER L’ATTESTATO DI FORMAZIONE FALSO:

è stata pubblicata sentenza penale di condanna Sez.VII, 17 aprile 2019 n.16715, la quale ha evidenziato la responsabilità penale del datore di lavoro, in caso di infortunio di un proprio lavoratore, correlata alla predisposizione di falsi attestati di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

La sentenza della Corte di Cassazione Penale, Sez.VII, 17 aprile 2019 n.16715, ribadisce l’importanza dell’attività di informazione, formazione ed addestramento dei lavoratori in materia di salute e sicurezza sul lavoro, quale misura finalizzata a sensibilizzare i lavoratori sull’importanza di adottare comportamenti sicuri e finalizzata a scardinare prassi lavorative sbagliate che aumentano solo la probabilità di farsi male (infortunio) e di ammalarsi (malattia professionale).

Tale sentenza ha gettato luce sul problema della non veridicità della documentazione di salute e sicurezza, in particolare, sulla questione relativa ai falsi attestati di formazione e sulle conseguenti responsabilità penali del datore di lavoro.
Si ricorda che ai sensi del D.lgs. 81/08 e smi il datore di lavoro deve provvedere a informare e formare i lavoratori sui rischi per la salute e la sicurezza dell’attività di impresa in generale e sui rischi specifici della mansione assegnata, sui possibili danni e sulle conseguenti misure di prevenzione e protezione adottate per evitarli e/o contenerli.
L’attività di informazione e formazione deve essere svolta all’atto dell’assunzione, del cambio mansione o dell’introduzione in azienda di nuove attrezzature di lavoro, tecnologie, prodotti chimici o procedure di lavoro al fine di rendere il lavoratore competente a svolgere il lavoro assegnato in condizioni che non possano nuocere alla salute e sicurezza propria e del resto del personale operante in azienda.
L’intervento formativo deve dare al lavoratore gli strumenti conoscitivi utili e concreti per operare, ecco perché esso deve essere supportato dall’addestramento all’uso di attrezzature di lavoro, macchine, dispositivi di protezione individuali (in particolare per quelli c.d. salvavita come i DPI anticaduta), compiti lavorativi particolarmente gravosi e pericolosi.

Tale attività, una volta che è stata concretamente ed effettivamente svolta, deve essere registrata riportando specifiche relativa al giorno, alla durata, al soggetto formatore, ai partecipanti e ai contenuti trattati.
Tale registrazione costituisce solo lo strumento per comprovare l’effettivo svolgimento dell’evento formativo e non deve costituire il fine dell’azione imprenditoriale in quanto documenti predisposti solo per dare evidenza formale di un’attività che di fatto non è stata svolta, sono facilmente smascherabili in sede di controllo e pregiudicano il riconoscimento di eventuali attenuanti della responsabilità datoriale.
Si ricorda infine che la formazione ai fini della tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori è considerata talmente importante che il decreto 151/2015 ha previsto un inasprimento delle sanzioni per i datori di lavoro che non adempiono tale obbligo verso i propri dipendenti.
Per effetto di tale decreto la sanzione che prevede l’arresto da 2 a 4 mesi e l’ammenda da € 1.315,00 a € 5.699,20 sarà raddoppiata nel caso in cui i lavoratori non formati siano da 6 a 10 e triplicata nel caso in cui il numero di lavoratori non formati sia superiore a 10.

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