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INTERESSI PASSIVI SUI CONTI A FINE 2016

INTERESSI PASSIVI SUI CONTI A FINE 2016

La trappola nei conti bancari: gli interessi passivi sui conti maturati al 31 dicembre 2016 senza accordo con la banca vanno pagati al 1°marzo 2017

In data 1° ottobre 2016 è entrato in vigore il D.M. n. 343 che recepisce la delibera Circolare n. 343 in materia di rapporti bancari. Con questo provvedimento il legislatore, per venire incontro ai correntisti e a salvaguardia dei loro diritti, ha previsto che gli interessi passivi devono essere conteggiati dalla banca separatamente dal capitale e divengono esigibili solo trascorsi 59/60 giorni (ossia dal 1° marzo dell’anno successivo a quello in cui sono maturati se la liquidazione avviene in data 31 dicembre) e, comunque, non prima di 30 giorni da quando arriva al cliente l’estratto conto al 31 dicembre.

Il dettato normativo non consente l’addebito sul conto corrente degli interessi passivi prima del 1° marzo; considerando anche l’interpretazione che ne stanno dando le banche, tale impostazione può produrre effetti perversi.
E necessario altresì considerare che ai fini dell’iscrizione nell’elenco dei cattivi pagatori, la segnalazione della banca alla Centrale rischi può essere inoltrata solo una volta trascorsi i 60 giorni. Dunque, il correntista ha 60 giorni di tempo dal 31/12/2016 per reperire le risorse finanziarie per far fronte al debito di cui la banca darà evidenza il 1° marzo.

La richiesta di autorizzazione all’addebito
Informiamo che la banca farà (o ha già fatto) pervenire ai propri clienti una lettera con la quale chiederà se il cliente intende (o meno) autorizzare la banca ad addebitare sul conto corrente gli interessi passivi in data 1° marzo 2017.
- Se il cliente firma il modulo autorizzando la banca ad addebitare gli interessi passivi maturati al 31/12/2016 sul conto corrente alla data del 1/3/2017, da tale data detti interessi si cumuleranno al debito e formeranno a loro volta interessi (cd anatocismo). Ciò che il legislatore ha inteso evitare a salvaguardia dei diritti dei correntisti.
- Se il cliente, viceversa, non autorizza la banca, il cliente diviene, a decorrere da tale data, debitore verso la banca degli interessi passivi. A questo punto il cliente deve dunque recuperare entro il 1° marzo le somme per estinguere questo debito, diversamente la banca avvia la procedura di messa in mora.

Rimane comunque la possibilità di concordare contrattualmente che i fondi accreditati sul conto della banca e destinati ad affluire sul conto del cliente sul quale è regolato il finanziamento, siano utilizzati per estinguere il debito da interessi.

Aggiornamento della situazione - come si stanno comportando le banche
Il linea di principio, dal momento che gli interessi passivi maturati al 31/12/2016 sono addebitati al correntista in data 1° marzo 2017; se il correntista medesimo non ha autorizzato la banca all’addebito sul suo conto, il cliente dovrebbe disporre, in data
1° marzo, da altra banca, un bonifico a pagamento degli interessi, ovvero recarsi il in banca allo sportello con un assegno (a valere su altro conto corrente) o contanti, dichiarando espressamente che intende destinare tale somma a pagamento degli stessi.
Se il cliente ha sulla stessa banca un conto attivo e uno passivo, alcune banche fanno la compensazione degli interessi passivi in automatico, altre richiedono una espressa disposizione da parte del cliente.

Dunque, se in data 1° marzo il cliente non provvede a saldare gli interessi vi è il concreto pericolo che venga considerato moroso.
Nulla di particolarmente preoccupante se il predetto debito per interessi viene pagato entro il 31 marzo (maggiorato degli interessi di mora contrattualmente previsti), dal momento che in centrale dei rischi lo “sconfinamento” è sempre riferibile all’ultimo giorno del trimestre (dunque 31 marzo). Pertanto, è sufficiente che dopo il 1° marzo ed entro il 31 marzo venga accreditato un bonifico (ad esempio l’incasso di qualche fattura attiva) sul conto corrente che ha generato gli interessi passivi di importo non inferiore agli stessi: l’importo pari agli interessi passivi è trattenuto dalla banca e solo l’eccedenza è accreditata sul conto. Ma su questo è bene prendere contatti con il proprio istituto di credito per accertarsi che detta procedura venga rispettata.

Segnaliamo per completezza che talune banche dati private (esempio, CRIF) intercettano in tempo reale gli sconfinamenti dai conti correnti e non si basano, come la centrale dei rischi, sulla situazione all’ultimo giorno di ogni trimestre.

Conclusioni
Quella che doveva essere una norma a salvaguardia della posizione di debolezza del risparmiatore ed evitare l’iniquità dell’anatocismo si sta traducendo, per come gestita, in una operazione pericolosa poiché potrebbe esporre i titolari dei conti correnti alla segnalazione in centrale dei rischi anche per importi irrisori.
Vi suggeriamo di prendere contatto con gli istituti di credito con cui intrattenete rapporti per concordare le modalità di estinzione del debito maturato al 31/12/2016 che vi verrà addebitato il prossimo 1° marzo.
Resta, ovviamente, anche la strada di autorizzare la vostra banca ad addebitare sul conto corrente l’importo degli interessi passivi.


Informazioni
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